È un argomento molto tetro e angosciante, in special modo nell’ultimo periodo colpito duramente dalla pandemia da Covid-19, ma bisogna prendere in considerazione tutti i lati della vita offline e online, soprattutto quando la nostra identità digitale appartiene a diverse aziende tecnologiche.

Probabilmente non ci si pensa il giusto, ma avere un account su diversi profili social significa appartenere, più o meno direttamente, a quella community di persone che si scambiano informazioni.

Quindi, seppur online, rimane una di noi una presenza fissa, anzi, per la precisione, una identità digitale.

Tornando alla domanda presente nel titolo di questo articolo, penso che alcuni di noi abbiano ancora il collegamento social ad account di persone che, fisicamente, non ci sono più.

Cosa è rimasto di loro?

Sostanzialmente tutto.

Tutto ciò che è stato fatto dalla persona, prima del tragico evento, rimane memorizzato negli archivi delle piattaforme se le famiglie lo consentono.

Tutti i Like, i contatti e le varie condivisioni sono proprio lì, come se, in realtà nulla fosse successo.

È un concetto, a mio avviso, molto importante che dovrebbe far riflettere, la persona non è più in questo mondo ma la sua presenza digitale continua a “vivere” attraverso i bit.

Con il tempo, i profili possono essere inseriti in una specie di “memoriale”, dando modo a chiunque di condividere, con l’individuo defunto, momenti e situazioni particolari vissuti insieme del passato.

Come specificato prima, starà poi alle persone più vicine, famigliari e parenti decidere cosa farne della loro identità digitale, quindi se tenerla o meno.

Nell’ambito di Facebook, che si rileva essere quello con più profili di persone scomparse, abbiamo due situazioni:

1) Il profilo dell’utente rimane per un periodo di tempo limitato, il giusto per far ricordare a tutti la persona, dare modo di rievocare i ricordi di chi ha avuto a che fare, per poi chiuderne definitivamente la pagina.

2) Il profilo rimane a tempo indeterminato, le persone possono vedere in ogni momento il proprio caro e i famigliari lasciano tutto così invariato.

La stessa piattaforma poi offre diversi spunti per poter mantenere vivo il profilo: è possibile rendere un account commemorativo, in modo tale che sia reso visibile il fatto di avere un profilo che appartiene ad una persona defunta.

Le stesse persone vicine, inoltre possono richiedere la rimozione del profilo che, quindi, svanirà del tutto, non lasciando nessuna traccia sul social.

Potrebbe interessarti il mio articolo “Facebook: le 3 parole che ci hanno cambiato“.

Lasciatemi esprimere un’opinione del tutto personale su questo argomento assai delicato delle identità digitali: vedere i profili di persone defunte, con cui magari ho avuto modo di interloquire nel corso della vita, mette tanta, tantissima tristezza.

Ancora peggio, è vedere a distanza di anni quei profili, come lo stesso Facebook accennato prima, oppure Instagram basato sulle foto, immagini di lui/lei come se fosse ancora presente, in momenti di divertimento, riflessione, cene in compagnia, ecc.

Ritengo che le foto di chi non c’è più, facciano ancora più male dei post basati su su soli testi scritti.

Sono estremamente d’accordo con chi decide di chiudere tutte le identità digitali del/della defunto/a, lasciando così al resto delle persone i soli e bellissimi ricordi.

Voi avete mai pensato ad un dopo nell’ambito della vostra digitalizzazione?

Cosa vorreste per il futuro dei social a cui siete iscritti?

Scrivetemi nella pagina Facebook ufficiale e seguitemi sul canale Telegram.

Articolo aggiornato il 15/04/2021.

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Immagine di copertina: Photo by Paweł Czerwiński on Unsplash.

Felicidad.

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