Se anche tu, come la maggioranza delle persone su questo pianeta, usi Chrome per navigare in rete, allora potresti trovarti di fronte a una decisione importante nelle prossime settimane: rimanere con Chrome oppure “trasferirti” su un altro browser.
Cosa sta succedendo
Chrome è un browser che, come tutti i software, si aggiorna e si adatta alle scelte della casa madre, che è Google.
Fino al 31 marzo 2025, Chrome supportava gli adblocker classici — estensioni come uBlock Origin che permettono di bloccare pubblicità e tracciamenti, rendendo la navigazione più pulita.
Da quella data però Google ha già disattivato di default tutte le estensioni basate sul vecchio standard tecnico chiamato Manifest V2, lasciando attive solo alcune scappatoie tecniche per gli utenti più esperti.
Ecco, quelle scappatoie stanno per sparire del tutto.
Ricordiamo inoltre che il business principale di Google sono proprio le pubblicità e il tracciamento degli utenti — quindi non sorprende più di tanto questa direzione.
Gli aggiornamenti che cambiano tutto
La rimozione avverrà in due fasi precise:
Con Chrome 150, atteso per il 30 giugno 2026, verrà eliminato il flag ExtensionManifestV2Disabled — l’ultima scappatoia tecnica che permetteva agli utenti più esperti di continuare a usare i vecchi adblocker.
Con Chrome 151, atteso per luglio 2026, verranno rimossi anche gli ultimi residui: ExtensionManifestV2Unsupported, ExtensionManifestV2Availability e AllowLegacyMV2Extensions. Come confermato dagli stessi ingegneri di Google, da quel momento sarà tecnicamente impossibile installare adblocker basati sul vecchio standard. (fonte: github.com/w3c/webextensions/issues/1000)
Cosa influisce sulla mia navigazione
Come accennato, questo cambiamento influisce parecchio sulla navigazione quotidiana, soprattutto per chi non è un utente esperto.
Senza un adblocker efficace, le pagine web potrebbero essere realmente inondate di banner e finestre pubblicitarie, soprattutto nei siti meno aggiornati. Il rischio concreto è quello di cliccare su un banner o una scritta ingannevole che non ha nulla a che vedere con quello che stavamo cercando.
Esiste una versione alternativa chiamata uBlock Origin Lite, compatibile con il nuovo standard Manifest V3 e quindi ancora installabile su Chrome — ma con funzionalità notevolmente ridotte rispetto all’originale: meno flessibilità, meno controllo, meno protezione reale.
Cosa fare quindi?
Bella domanda. La scelta numero uno, a mio avviso, è cambiare browser. So che può far storcere il naso a chi usa Chrome da anni e si trova bene, ma penso che questo sia davvero il momento giusto per valutarlo.
Le alternative di certo non mancano: dal sicuro ed europeo Vivaldi, alla sempreverde Firefox — che al momento è la soluzione più immediata per chi vuole continuare a usare uBlock Origin nella sua versione completa — fino alla roccia della privacy Brave, che include già un sistema di blocco nativo.
Una cosa però da tenere a mente: anche altri browser basati su Chromium, come Microsoft Edge e Opera, seguiranno probabilmente la stessa strada di Chrome. Quindi non considerarli automaticamente come alternative valide.
Questi sono solo alcuni esempi, ma ora potrebbe realmente essere l’occasione giusta per cambiare.
