Ultimamente, si sente spesso parlare del famigerato 5G (Fifth Generation) ovvero la nuova frequenza della connessione ad internet che avrà luogo attorno al 2021 con una velocità 100 volte superiore al nostro attuale 4G.

Prima di riflettere sulle conseguenze che potrebbe avere questa nuova tecnologia, vediamo quello che è avvenuto fino ad ora; come questo tipo di strumentazione ha cambiato la nostra vita, partendo dal “bisnonno” 2G.

2G

Eravamo attorno agli anni ’90 del novecento e, quando arrivò il 2G, ancora non si era ancora a conoscenza di cosa significasse avere un telefono cellulare come lo intendiamo ora.

Tutto ciò ha permesso un passaggio dall’analogico al digitale, dando la possibilità di emettere in maniera più sicura trasmissione dei dati, per i canoni di quegli anni.

Di cosa sto parlando?

Ricordate i fax e gli sms? Bene, sono nati proprio in quel frangente.

3G

Nei primi anni del 2000 in Giappone si sperimentò il 3G.

A distanza di poco tempo, esplose un tipo di strumento che ancora non accenna a fermare la sua corsa, nonostante il rallentamento causa pandemia Covid-19: gli smartphone.

Il 3G permise di di scaricare dati da internet, invio e ricezione di email e messaggi istantanei (vi ricorda qualcuno?).

Arrivò Skype, che rivoluzionò le telefonate, accorciando le distanze nel mondo, infine aprirono le porte gli store per le applicazioni, senza immaginare che da qui in poi, la nostra vita, sarebbe cambiata.

4G

Beh, c’è poco da dire su questo, lo stiamo vivendo tuttora dal 2010 a questa parte.

Il 4G ha dato una “spallata” di velocità al 3G, in termini di scaricamento e, soprattutto, introduzione di nuove tecnologie – che parleremo in maniera approfondita nel 5G – come “internet delle cose”.

5G

Ebbene, cosa potrebbe cambiare nella nostra vita con l’arrivo del 5G?

Sicuramente il tutto avverrà in maniera graduale, ma permetterà veramente l’esplosione di tecnologie come Internet of Things, realtà aumentata e realtà virtuale, mondi che faticano ad avviarsi con una velocità “ridotta” come il 4G.

Il vero nocciolo della questione rimane il discorso “Iot” (internet of things), dove tanti dispositivi od oggetti che possediamo saranno dotati di un chip.

Quest’ultimo permetterà la gestione degli stessi in remoto: potranno essere controllati, accesi o spenti.

Ne ho parlato anche nell’articolo “I dispositivi delle case future“.

La frequenza del 5G non sarà, come avvenne nel passaggio 3G/4G, un mero potenziamento, quanto un cambio radicale di “antenne” più efficienti, attente al consumo e a favore di un risparmio energico notevole.

La stessa frequenza sarà un grosso aiuto per le aziende che avranno bisogno sempre più di velocità e stabilità, cose che il 5G riuscirà a gestire meglio del precedessore.

Lo abbiamo visto ultimamente con il fattore pandemia che ha richiesto molto più che un semplice potenziamento della rete e mai come in questo momento storico si ha bisogno di avere un internet affidabile e veloce.

È ancora presto per accennare previsioni certe su quello che avverrà ma, intanto, abbiamo buttato giù qualche idea.

Comunque, i motori sono già accesi, pronti per aprirci le porte alla nuova era.

Per quanto riguarda la privacy?

Beh, su questo ci sarà da lavorare, intanto la situazione comincia a scaldarsi seriamente, ad esempio le grandi aziende tech iniziano a progettare prodotti per adattarsi a questa velocità, lo si è visto anche negli ultimi iPhone 12 con la compatibilità 5G.

In altri frangenti, invece, stanno continuando polemiche e perplessità dovute al fatto che, questa tecnologia, non porterà solo un beneficio a livello ambientale, bensì un peggioramento anche per la salute umana.

Cosa ne pensate?

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Articolo aggiornato il 11/11/2020.

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Foto di copertina: Photo by James Yarema on Unsplash.

Felicidad.

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