Starbucks e la possibilità di scegliere il posto giusto per me.

Il 7 settembre 2017 ha aperto a Milano il primo Starbucks in Italia, approdando quindi, anche nel Belpaese, una delle catene di ristorazione più grandi al mondo, dopo un serie di rinvii e ritardi che doveva vederlo aperto già dai primi mesi del 2017.

Tutto questo viene visto per alcuni come una sfida, per altri come una grossa possibilità, perché il caffè, lo sappiamo tutti, è per noi italiani un momento delicato, con regole ben precise e tradizionali.

Abbiamo certe idee su tutto quello che viene dall’estero, specialmente se “spezza” le catene della nostra amata storia.

Starbucks è proprio così, va a rompere gli schemi a cui siamo abituati, su un campo, quello della caffetteria, che è propriamente nostro, fatto di calma, dove anche prendere un caffè al volo, possa rivelarsi un momento di relax anche se dura 30 secondi.

Non siamo abituati ai “beveroni” giganti come si vedono nei film, oppure al classico caffè americano.

Come lo fa?

In maniera diversa, noi la chiameremo comunemente come la classica “americanata”, con prodotti esagerati, indicando una certa sostenibilità e permettendo a chiunque abbia uno smartphone, gestire un proprio account Starbucks per acquisti al volo.

È un concentrato di modernità e nuove esperienze che a noi fa storcere il naso, e pensare che, si dice, sia stato proprio un viaggio in Italia, a dare l’ispirazione di creare un locale del genere al creatore di tutto Howard Shultz nei lontani anni 70 del novecento.

Cosa ne penso di tutto questo?

Penso che possa e debba essere fattibile, usufruibile a tutti e tutte.

Che questo nuovo modo di prendere il caffè possa dare la giusta curiosità gli/le italiani/e per provare e capire bene questo mondo totalmente diverso dal nostro.

Che poi Starbucks possa piacere o meno, è giusto capirlo dopo averlo provato.

Questo è il principio che è tanto mancato in questo paese: quello della scelta.

Ovvio che si preferisce un ottimo caffè espresso piuttosto che una bevanda annacquata, ma se non mi viene data la possibilità di provare, non capirò mai di cosa si sta parlando.

Oltre a questo, le caffetterie Starbucks sono famose per essere un ottimo punto per appoggiare il proprio computer e lavorare o studiare, mentalità ben diversa dai nostri bar.

Leggi il mio articolo “Gli studenti con le cuffiette“.

D’altronde anche McDonald’s non ha nulla a che vedere con la nostra tradizione, eppure i locali dalla “M” gialla, sono tanti sparsi per tutta Italia e, a quanto sembra, molto frequentati.

Perché quindi non provare?

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Articolo aggiornato il 07/10/2020.

Immagine di copertina:

Felicidad.

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